Autore Topic: multe: regole e ricorsi.  (Letto 22403 volte)

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multe: regole e ricorsi.
« il: 15 03 2008, 10:59:46 »
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  • Ho preparato questo tutorial leggendo qua e là sia sul web che su libri e riviste specializzate. Alla fine del lavoro mi sono reso conto che sono molti i punti oscuri anche al legislatore, e quindi spesso (anzi, sempre) i vari poteri giudiziari e di polizia lavorano in maniera molto differente da città a città.

    Ho diviso il tutto in tre parti (PREMESSA - LEGGI E REGOLAMENTI -MODELLO DI RICORSO), per non essere troppo lungo e invadente: riporto solo la prima come post, in modo che sia immediatamente leggibile, e tutte e 3 come file di word, in modo che chi vuole può scaricarselo e leggerlo a casa.

    Mi scuso da subito per l’eccessiva lunghezza dello scritto ma, credetemi, è una sintesi di una sintesi.
    Buona lettura; e buon lavoro di critica. Aspetto le precisazioni di tutti.

    1). PREMESSA

    Il momento in cui l’agente del traffico (poliziotto, carabiniere, finanziere, agente di polizia locale/vigile) rileva un’infrazione al Codice della Strada è un momento particolarmente cruciale. Infatti, alla rilevazione dovrebbe immediatamente seguire la contestazione della violazione.
    Eccezionalmente questo si può evitare, ma i casi sono espressamente previsti dall'art 201 del CDS. Molte volte nei verbali viene genericamente indicato dagli operatori la causa di impossibilità di contestare il verbale immediatamente scrivendo solo "impossibilità di raggiungere l'utente per motivi di traffico", questo e' il caso ad esempio della multa per il casco. Tale dicitura non e' conforme alla legge e non costituisce causa di impossibilità.
     I casi sono i seguenti, come previsto dall'art. 201 del CDS :

    - impossibilità di raggiungere un veicolo lanciato ad eccessiva velocità da parte degli agenti; 
    - attraversamento di un incrocio col semaforo rosso;
    - sorpasso in curva;
    - accertamento di una violazione da parte dell'agente a bordo di mezzo pubblico;
    - accertamento della violazione in assenza del proprietario o trasgressore (tipico il caso della sanzione del divieto di sosta).


    Il pagamento della sanzione, non è possibile se il trasgressore si sottragga all'invito di fermarsi o quando si è rifiuti di esibire i documenti (es. patente, carta di circolazione etc.). In questi casi, il verbale viene trasmesso al Prefetto da parte dell'ufficio per le applicazioni delle sanzioni in merito.

    Quindi, ciò che avviene nella realtà è che il vigile prende la targa del veicolo al volo nel 90% dei casi. Già il fatto che nel verbale che arriva a casa non venga indicato chiaramente il motivo per cui non ti ha fermato per contestare l’infrazione è un validissimo motivo di ricorso.
    In genere il vigile segna su un modulo prestampato la targa del veicolo, e soprattutto data, ora e luogo. Quasi mai il tipo o il colore del veicolo.
    Quello che accade è poi questo: quando rientra in caserma “scarica” i moduli della giornata al suo Ufficio Contravvenzioni, dove il collega digita al PC tutte le varie multe della giornata. La cosa interessante è questa: il sistema operativo su cui lavora è in Intranet con tutti gli Uffici di Motorizzazione e di Polizia, quindi lui non si preoccupa mai di inserire tipo e colore di veicolo, anche se gli è stato segnalato sul prestampato. No, gli è sufficiente inserire la targa per avere vita morte e miracoli del veicolo e del proprietario.

    Ecco perché i verbali che arrivano a casa sono sempre perfetti: perché i dati inseriti non sono quelli del vigile per strada, ma della Motorizzazione che li ha forniti. Non c’è da dilungarsi troppo sulle crepe di questo sistema: se io possiedo a Roma una Hornet nera targata BC12345 e il vigile di Urbino prende al semaforo rosso la targa di uno Scarabeo arancione targato BG 12345, ma si sbaglia, ed invece della G scrive una C, la multa arriverà a me corredata di tutti i dati del mio veicolo, anche se io ad Urbino non ci sono mai stato. La possibilità invece che mi abbiano clonato la targa ad Urbino, e che il vigile l’abbia pure presa al volo è, statisticamente, minima.

    Quando ci arriva una contravvenzione a casa ci sono quattro possibilità:
    1) La pago perché riconosco di aver fatto l’infrazione. Il pagamento, che e', tra l'altro, in misura ridotta, deve essere effettuato entro 60 giorni dalla notifica, conservando poi le ricevute di pagamento per almeno 5 anni.
    2) Non la pago (entro i 60giorni oppure dopo il rigetto del ricorso): si riceverà, entro 5 anni dall'ultimo atto notificato, una cartella esattoriale, a cui potrebbe seguire -continuando a non pagare- un fermo amministrativo dell'auto, un pignoramento od addirittura l'iscrizione di un'ipoteca sulla casa (dipende dall'entità del debito, considerando anche altre multe, tributi non pagati, etc.). Contro la cartella e' possibile ricorrere al Giudice di pace entro 30 giorni, chiedendo sospensione ed annullamento della stessa: sono però contestabili solo ed esclusivamente questioni di forma o di procedura legate alla cartella ed alle notifiche (anche degli atti precedenti). Non sono più opponibili le questioni di merito inerenti la multa, come per esempio la confutazione dei fatti, errata applicazione del codice, mancato fermo (quando contestabile),etc.etc.
    Una volta scaduto il termine per il ricorso avverso la cartella, sarà possibile ricorrere al giudice ordinario ex articolo 615 del Codice di procedura civile solo per i vizi di forma e procedura legati al pignoramento (ad esempio, nel caso in cui avvenga l’esecuzione forzata nonostante la cartella sia già stata pagata); non sarà comunque possibile ricorrere per vizi legati alla cartella esattoriale e alle notifiche.
    3) La pago per non avere la rogna d’impantarmi nell’iter burocratico.
    4) Faccio ricorso per fondati motivi.

    Ora, il ricorso deve essere presentato per motivi formali e sostanziali ineccepibili. Questi sono tutti previsti dai vari Regolamenti di esecuzione.
    Vale la pena sapere che, nel momento in cui presento il ricorso, questo viene immediatamente girato in copia dagli Uffici di Prefettura all’agente che mi ha fatto la multa. Lui legge il verbale, il mio ricorso, e su un prestampato dà il suo parere (detto sommarie deduzioni) sul suo stesso operato. Vale a dire che può dichiarare di essersi sbagliato, di essere incorso in un errore di trascrizione, eccetera. Questo parere non è vincolante per il Giudice, ma è comunque importante. È per questo che il ricorso deve contenere fatti e circostanze e non preghiere, minacce, implorazioni, sarcasmi.
    Un giorno faranno un libro dei ricorsi presentati dai contravventori e ci sarà da ridere. Nel modello che segue ho indicato la maggioranza delle motivazioni formali per cui il ricorso può essere presentato.
    Un caso classico di rigetto del ricorso è quello in cui io quella multa da Urbino la contesto facendomi fare una dichiarazione dal datore di lavoro o da amici che scrivono: quel giorno a quell’ora lui era qui a Roma.
    Sì, ma non è detto che ci fosse anche il veicolo! Avrei potuto benissimo prestarlo a qualcun altro. Devo trovare dei motivi formali o sostanziali.
    Alla scuola di Polizia insegnavano che un ricorso così si vince o avendo una multa o il tagliando di revisione dello stesso giorno e ora nella mia città.
     





    [allegato eliminato contattare un amministratore per ripristinare]

    Linkback: http://www.hornet.it/b8_aspetti-legali-c-d-s/t247_multe-regole-ricorsi/
    « Ultima modifica: 08 05 2008, 13:26:01 da prof »


    “The fact remains that getting people right is not what living is all about anyway. It's getting them wrong that is living, getting them wrong and wrong and wrong and then, on careful reconsideration, getting them wrong again. That's how we know we're alive: we're wrong.”

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    Re: MULTE: REGOLE E RICORSI.
    « Risposta #1 il: 08 04 2008, 20:56:52 »
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  • Eh si direi che trovo tutto sostanzialmente corretto!
    Io sono appena arrivato ma di multe e ricorsi un poco me ne intendo.

    A mio avviso, per quanto riguarda i ricorsi alla Prefettura (la mia esperienza è limitata a Milano), conviene farli sempre, facendo molta attenzione all'aspetto formale.
    I ricorsi formalmente "sbagliati" vengono rigettati immediatamente.
    Per il resto, anche a causa del numero enorme dei ricorsi presentati, se la struttura del ricorso è esente da vizi logici evidenti, è molto difficile che il ricorso stesso venga respinto.
    Insomma: se non ci si dimentica di apporre la firma autografa al ricorso, o di allegare l'originale della multa (ad esempio) e si scrive il ricorso in maniera "logica" probabilemente verrà "messo da pate"... e dopo 120 giorni dalla notifica alla Prefettura... sia avrà per accolto. Questo per svariati motivi.
    Se invece alla base della nostra contestazione alla multa vi sono ragioni molto valide, che riguardano la (s)correttezza degli accertatori o presunte ingiustizie subite o, ancora, questioni di diritto da sollevare, conviene di certo adire il Giudice di Pace. Però, in tal caso, bisogna tener presente che si perderanno delle mattinate (deposito del ricorso, udienza davanti il giudice), oppure soldi per pagare l'avvocato.

    In sostanza, se le nostre motivazioni sono apparentemente valide ma potrebbero prestare il fianco a contestazioni, meglio il ricorso alla Prefettura, se invece abbiamo una base inattaccabile dal punto di vista giuridico, molto meglio il G.d.P.
    Se non si rientra in alcuna delle due ipotesi di cui sopra... meglio pagare subito.
    ...ma quanto è bella la mia hornella!!!

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    Re: MULTE: REGOLE E RICORSI.
    « Risposta #2 il: 09 04 2008, 14:13:08 »
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  • grazie del tuo contributo, Tropicale!
    io ho lavorato a roma, e ti posso dire che statisticamente, i ricorsi ai prefetti del
    centro sud vengono sistematicamente rigettati.
    ecco perchè ho consigliato di rivolgersi QUASI SEMPRE al Giudice di Pace.

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    Re: MULTE: REGOLE E RICORSI.
    « Risposta #3 il: 09 04 2008, 17:10:30 »
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  • Premetto che io sono quasi avvocato, ho terminato la pratica, e sto avviando un mio studio legale, quindi di queste cose ne ho viste, le conosco, ma non detengo la verità con la V maiuscola (purtroppo!! :-) )

    Personalmente credo che la Prefettura abbia un tallone d'achille notevole, ossia la mole di ricorsi che deve vagliare.
    Stante ciò vi è la concreta possibilità, soprattutto nelle grandi città come Milano, che molti ricorsi non vengano esaminati entro i 120 giorni dalla notifica (e quindi accolti) per mera mancanza di tempo.
    Salvo questa considerazione (da annoverarsi solo alla voce "fortuna"), per fare il ricorso al Prefetto, come del resto al GdP, occorre prestare molta attenzione ad essere estremamente precisi nell'indicare le circostanze idonee all'annullamento. Quindi non si deve valutare la contravvenzione da un punto di vista soggettivo, ma solo in relazione al Codice della Strada ed alle altre leggi dello Stato (ivi compresa la Costituzione).
    Va da se che al minimo vizio formale o logico, il ricorso viene immediatamente respinto, con conseguente raddioppio dell'importo della contravvenzione (se non ricordo male).

    Con il ricorso al GdP si ha la possibilità di far valere le proprie ragioni parlando direttamente con un Giudice, che in teoria è super partes (contrariamente al prefetto che tende a fare il gioco della Pol. Mun.).
    Il Giudice di Pace, sempre in teoria, dovrebbe avere un approccio meno fiscale nei confronti del cittadino ed ascoltare le ragioni del ricorrente in maniera meno burocratica rispetto al Prefetto. Ma ciò non è sempre vero.
    Personalmente ho notato che dal GdP si ottiene quasi sempre l'annullamento del verbale di contravvenzione se si demanda tutto ad un legale, mentre se si fa per conto proprio si rischia più facilmente il rigetto (questo, a onor del vero, anche perché un avvocato conosce la legge, le sue pieghe, e come sfruttarle in favore del proprio assistito).
    Un legale però ha un suo costo.
    Ma allora riflettrendo bene, forse, il "gioco" vale la candela solo se di mezzo di sono contravvenzioni molto salate (sopra i 300/400 euro) e/o un considerevole numero di punti da tentare di salvare (altrimenti il tutto costa più di tempo e/o di avvocato rispetto a quanto avremmo speso pagando subito la multa).
    Quindi io ho 2 consigli per chi intendesse proporre ricorso:
    1) Leggete bene il codice ed analizzate attentamente sia gli aspetti di fatto, di diritto e formali della contravvenzione e, se avete dubbi, fatevi consigliare da qualcuno o affidatevi ad un legale;
    2) Evitare le "questioni di principio" perché spessissimo si pagano (molto molto motlo) care.

    Nel caso qualcuno abbia bisogno... chiedete pure e, per quanto nelle mie possibilità, tenterò di dare una mano!
     :lamp1:
    Dome

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    Re: MULTE: REGOLE E RICORSI.
    « Risposta #4 il: 09 04 2008, 20:07:16 »
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  • bene, due teste che ragionano sono sempre meglio di una sola!
    grazie del tuo contributo, del quale di certo faremo tesoro (e uso).

    è proprio quello che dicevo, d'altronde, nel topic... i ricorsi devono avere una base FORMALE e SOSTANZIALE.

    ciao e di nuovo benvenuto.

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    Re: MULTE: REGOLE E RICORSI.
    « Risposta #5 il: 10 04 2008, 09:07:59 »
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  •  :-)  Mercie!

    bene, due teste che ragionano sono sempre meglio di una sola!
    grazie del tuo contributo, del quale di certo faremo tesoro (e uso).

    è proprio quello che dicevo, d'altronde, nel topic... i ricorsi devono avere una base FORMALE e SOSTANZIALE.

    ciao e di nuovo benvenuto.

    Si si d'accordo in pieno con te! Bisogna fare i ricorsi in una certa maniera, altrimenti bisogna farsi aiutare da qualcuno che sia in grado, oppure meglio lasciar perdere, pena pagarne le conseguenze... insomma un po come per la moto negli interventi di riparazione... o sai dove bene mettere le mani, oppure vai dal meccanico... se fai le cose di testa tua senza essere in grado finisce che la moto la guasti definitivamente e poi... son dolori!!!

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    Re: MULTE: REGOLE E RICORSI.
    « Risposta #6 il: 10 04 2008, 12:45:01 »
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    Offline Dr.Tarantula

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    Re: multe: regole e ricorsi.
    « Risposta #7 il: 15 07 2008, 17:34:18 »
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  • Anch'io sono quasi avvocato....a dicembre faccio esami di stato.
    Concordo con prof: al centro sud i prefetti è meglio lasciarli perdere e rivolgersi al giudice di pace. D'altra parte anche davanti al Giudice di pace il ricorrente può stare in giudizio personalmente, senza l'ausilio dell'avvocato (ovviamente entro certi limiti). poi, se vi affidate al legale è meglio!! :-)  :up:  :up: (così almeno anche noi guadagnamo qualcosina) :up:

    Consiglio per tutti: quando vi notificano 1 multa, controllate che tra la data della presunta infrazione e quella di notifica non siano trascorsi più di 150 giorni. Oltre tale termine, infatti, la multa illegittima e il GdP la annulla
    Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere.
    Ayrton Senna da Silva
    San Paolo, 21 marzo 1960 – Bologna, 1° maggio 1994

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    Re: multe: regole e ricorsi.
    « Risposta #8 il: 15 07 2008, 17:41:26 »
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  • e dagli che qui gli avvocati servono come il pane!
    comincia a ripassarti il Codice della Strada e quando trovi qualche sentenza interessante, posta senza pietà!!

    Offline pece83

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    Re: multe: regole e ricorsi.
    « Risposta #9 il: 18 02 2009, 21:43:21 »
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  • Riapro questo vecchio argomento...
    è possibile che mi abbiano inviato la lettere del Ministero dei Trasporti che mi da comunicazione della decurtazione dei punti anche se ho fatto ricorso??? io rimango sbalordito ... :dash:  l'avvocato mi aveva detto che fin quando stavo in fase di ricorso (sia al prefetto che al GdP) non succedeva nulla... mah...dovro inc..rmi con l'avvocato che non ha fatto il suo lavoro per bene oppure cosa???
     :-)

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    Re: multe: regole e ricorsi.
    « Risposta #10 il: 19 02 2009, 13:46:36 »
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  • E' la normale prassi, non è che il tuo avvocato abbia lavorato male.
    il MdT manda queste lettere in automatico non appena riceve il verbale dalle prefetture.
    Quindi, aspetta il verdetto del ricorso e spera.

    Offline pece83

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    Re: multe: regole e ricorsi.
    « Risposta #11 il: 19 02 2009, 13:59:28 »
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  • Grazie della risposta prof... ma io ora che devo fare? cioè devo accettare il fatto che mi abbiano decurtato 10 punti anche se comunque tutto è sotto ricorso? lo possono fare? io avrei accumulato altri 2 punti a luglio, cosi mi impediscono di averli.

    Offline prof

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    Re: multe: regole e ricorsi.
    « Risposta #12 il: 20 02 2009, 14:45:17 »
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  • devi aspettare il giudizio.
    nel frattempo hai 20 punti + 2 del biennio 2004/6 + 0 del biennio 2006/8 (essendo stato sanzionato non si realizza punteggio) - 10 per la sanzione= 12.

    Nel caso il Giudice annulli il tutto andrai a 24.

    Offline tropicale

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    Re: multe: regole e ricorsi.
    « Risposta #13 il: 26 02 2009, 16:18:28 »
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  • ciao ragazzi... provo a dare anch'io il mio contributo.
    Personalmente quando impugno una contravvenzione dove sono previste decurtazioni di punti (sia con ricorso gerarchico, sia dinanzi il GdP), mi preoccupo sempre di trasmettere una raccomandata a.r. diretta alla autorità che ha effettuato l'accertamento d'infrazione.
    Questo per 2 motivi.

    1) quando è prevista le decurtazione bisogna mandare la dichiarazione ex at 126bis C.d.S. (ovvero dichiarare chi guidava il mezzo contravvenzionato) pena una sanzione pecuniaria (anche molto salata).

    2) ci sono varie sentenze dalle quali si può evincere l'illegittimità della decurtazione dei punti in pendenza di ricorso in opposizione alla sanzione amministrativa.

    quindi io mando una racc. a.r. con la quale comunico alla polizia municipale se sono o non sono in grado d'indicare il nominativo del conducente del mezzo cui è stata comminata la presunta infrazione al C.d.S. e, in ogni caso, di aver impugnato il verbale, quindi, citando la relativa sentenza della Cass., li invito a non operare alcuna decurtazione. di norma allego anche una copia della prima pagina del ricorso (da quale riulta il deposito o l'invio con raccomandata).
    di norma tendo a riservarmi di comunicare il nominatiivo del conducente, di modo che, in caso di rigetto del ricorso posso scegliere se far decurtare i punti ovvero pagare la sanzione accessoria.

    ricordatevi che, anche se a prima vista potrebbe non sembrare così, la legge è soprattutto un susseguirsi e concatenarsi di azioni e conseguenze logiche, dipendenti l'una dall'altra.
    quindi in primis: ragionate bene su quel che state facendo.

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    Re: multe: regole e ricorsi.
    « Risposta #14 il: 07 05 2009, 17:36:42 »
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  • Mi è arrivata a casa una multa dal comune di Milano per circolazione su corsia preferenziale, io stavo seguendo l'ambulanza che trasportava mia figlia da un pronto soccorso ad un altro per accertamenti specialistici d'urgenza dopo una caduta, posso fare ricorso? Come?

    Grazie
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